COMUNICATO POST-SGOMBERO

COMUNICATO POST-SGOMBERO

Dopo due settimane di occupazione e attività culturali N4O è stata sgombrata martedì mattina con un azione militare degna delle teste di cuoio.

Ma come spesso succede, l’ azione non era certo rivolta a sgombrare un nucleo terroristico insediato in quel di Pisogne. Lo sgombero avvenuto presso l’ex Kapannone Auto Gestito ha visto un dispiego di forza pubblica sproporzionato: 80 agenti provenienti da tutta la regione per cinque occupanti pacifici e disarmati, a riprova della grande intermediazione di cui è capace Invernici e la giunta che lo sostiene.

Si è trattato inoltre di uno sgombero tutt’ altro che ordinario, come si può intuire dall’ aggressività delle forze dell’ ordine che hanno creato diversi danni: dalla vetrata rotta ad un automobile danneggiata all’esterno dal lancio di uno striscione da parte degli agenti, passando per tutti i materiali distrutti che i ragazzi si erano costruiti con anni di fatica e autofinanziamento.

Gli occupanti tratti in arresto testimoniano inoltre un atteggiamento fortemente intimidatorio da parte degli agenti in tenuta antisommossa, entrati con il volto coperto e i manganelli al contrario pronti all’ uso. Gli stessi avrebbero affermato una volta in caserma: ““vi è andata bene, avevamo voglia di un’altra Diaz”.”

Mentre di fronte alle telecamere il sindaco millanta l’apertura al dialogo, la restituzione dello stabile alla comunità e il ripristino della legalità, la situazione che si evince è ben diversa: lo spazio che prima era frequentato, pubblico e aperto alle iniziative e alle proposte di tutti e tutte, ora è sigillato dopo essere stato gravemente danneggiato dalle stesse forze dell’ ordine in un blitz militare contro civili disarmati… alla faccia della restituzione alla cittadinanza.

Non un incontro ne una discussione è mai avvenuta prima dello sgombero con il collettivo N4O che ha dato vita all’ iniziativa, aggregando energie e raccogliendo solidarietà da moltissime persone e realtà della valle e della provincia. Il confronto con la cittadinanza che ha realizzato e sostenuto l’ iniziativa non è mai esistito… ma forse Invernici si confonde e quando parla di “cittadinanza”, intende il suo elettorato.

A testimonianza di questo, basti guardare come il ripristino di una legalità (illegittima), sia stato effettuato tramite misure fortemente repressive nei confronti di chi cercava di avviare un dialogo pacifico e pubblico.

Respingiamo con forza le affermazioni che ci dipingono come “burattini”, se ci sono fili e marionette sono da ricercare nei mandanti dello sgombero, dal sindaco ai suoi amici divertiti dai saluti romani. Gli stessi che hanno tentato più volte di intimidire l’occupazione e il presidio con vili azioni notturne; gli stessi che hanno tristemente imbrattato la Valle Camonica di croci celtiche e svastiche.

La questione era, è, e continuerà ad essere anche POLITICA. Lo prova la campagna elettorale centrata sul voler zittire la voce critica del KAG. Lo prova lo volontà cieca e irremovibile di sopprimere lo spazio sociale, anche a costo di azioni violente pagate profumatamente dalle tasche dei contribuenti (non solo Pisognesi).

Chiaramente l’intenzione che muove questi atteggiamenti ha senso solo nell’ ottica di un tentativo di soppressione di quello che viene visto come un avversario politico. Un capriccio politico dunque, calato sulle nostre teste e pagato dalle nostre tasche, che il sindaco tenta in tutti i modi di dissimulare per salvaguardare la propria immagine pubblica, ora che grazie alle nostre azioni è al centro di un palcoscenico che ha voluto in tutti i modi evitare.

L’unica ragione che Invernici è riuscito a portare in suo favore di fronte ai media, è stata che il suo agire rientra nella legalità, fatto che dovrebbe essere scontato e imprescindibile per un primo cittadino, ma che a quanto pare è ormai diventato un vanto da esporre ai giornali e di per se ragione necessaria e sufficente a compiere qualsivoglia azione.

Permettetici di sottolineare che LEGALITA’ NON E’ SINONIMO DI LEGITTIMITA’, ne tanto meno di buon costume, come l’Italia dimostra tristemente ormai da tempo.

Tanto più se chi si avvale della legalità, la usa per i suoi fini personali o di partito, dimenticando un valore ben più importante dal punto di vista giuridico: LA COSTITUZIONALITA’.

Tanto più quando si vuol trasformare la legalità in un imposizione di morali neo-fasciste fatte di divieti assurdi: dal gioco del calcio negli spazi pubblici allo stendere panni, innaffiare fiori, camminare a piedi nudi, chiedere l’elemosina.. esattamente come sta facendo la giunta di Pisogne con le nuove delibere comunali

Vogliamo uno spazio per non far morire idee e iniziative che sono nate e cresciute nel Kapannone, e che meritano di continuare, se non nello stesso luogo, altrove.

Esprimiamo la nostra massima solidarietà ai denunciati. Rivendicando ogni azione compiuta fino ad ora nel tentativo non solo di occupare un luogo, ma esprimere un bisogno e una volontà: *AVERE UNO SPAZIO*.

/Per queste ragioni vi aspettiamo numerosi al corteo che si terrà sabato 17 gennaio alle 14,30 con concentramento in Piazza San Costanzo./

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